About volevoessere

Un ragazzo sicuramente omosex. Dopo anni di lotta contro me stesso ho deciso di accettarmi e ora lotto perché il mondo così com'è non mi piace. E ogni riga scritta qua è una crepa in più nel muro di silenzio che ci tiene lontani dal mondo

5 motivi (semiseri) per votarmi

Ultimissimi giorni di campagna elettorale, ancora tantissime persone incontrate per la strada. Non vi nascondo la fatica, ma neppure l’entusiasmo nel cercare, coi pochi mezzi di cui dispongo, di farmi conoscere da tutte e tutti i cuneesi.

Ecco qua, elaborati on the road, sulla strada, i 5 motivi per votare me, libere reinterpretazioni di ciò che è venuto fuori prima di tutto dalla gente, con le relative spiegazioni.

  1. Scrivo Sigi perché sei giovane ma non troppo
    Ovvero la considerazione che mi ha fatto dopo un lungo discorso una signora al mercato di Cuneo del 1° Maggio. Dopo aver parlato con me per una buona mezz’ora la signora si è sentita liberata da una paura che l’affliggeva, ovvero che i candidati giovani fossero tutti pedine in mano a giocatori più potenti. Forse è un po’ pazzo e sopra le righe, deve aver pensato la signora, ma almeno è autonomo.
  2. Ti darò la preferenza perché sei l’unico con il tuo cognome nelle varie liste
    Questa è invece la conclusione di un discorso con un simpatizzante, un sostenitore di Gigi Garelli, che rifletteva sul fatto che in molte liste, in particolare quelle di un avversario che non nominiamo, ci siano intere famiglie candidate: mogli, figli, zii, fidanzate, tutte e tutti o nella stessa lista o nelle varie liste di una coalizione.
    Io al contrario non ho parenti candidati da nessuna parte.
    E neppure ho amici candidati, dunque la mia non è una candidatura perché “amico di…”
  3. Faremo un voto disgiunto, perché capisco che ci sai ascoltare
    Questo è il complimento più bello, ricevuto da un’anziana coppia a passeggio per la città la scorsa settimana. Abbiamo parlato a lungo della viabilità di Cuneo, e sono stati piacevolmente sorpresi nel vedere che le rivoluzioni possono essere gentili, ovvero che i candidati giovani posso essere moderati pur volendo riformare tanto, se non tutto. Ulteriore conferma, peraltro, che quello di Gigi è il programma giusto, che riparte proprio dalla partecipazione popolare.
  4. Io scrivo Sigi perché so che sei onesto e coraggioso
    La frase in questione è del padre di un mio amico, che semplicemente, facendomi i conti in tasca, mi ha fatto notare che per il solo fatto di essere gay dichiarato rischio di perdere voti.
    La mia risposta “ma io voglio persone, non voti” deve averlo convinto.
  5. Hai il mio voto perché… non siete tutti uguali
    In questi giorni di politica in enorme crisi di credibilità questo è non solo un complimento, ma la risoluzione di un dubbio che mi ero posto prima di iniziare. Io vengo dal mondo dell’associazionismo e dei movimenti, e ho accettato di stare in lista con il PD non solo perché sono persone che stimo, ma anche e soprattutto perché rappresentava una sfida più interessante portare il mio entusiasmo ma anche il mio senso critico all’interno di un partito che ancora al suo interno combatte per scegliere la direzione da prendere.
    Ecco, all’inizio della campagna elettorale, temevo che non si vedesse la differenza fra me e le altre candidate e candidati. Per fortuna non è così….

Per il momento non posso far altro che ringraziare tutte e tutti quelli che mi hanno seguito finora, confidando in un piccolo gesto di fiducia, scrivere il mio nome sulla scheda elettorale, domenica o lunedì.

Lettera aperta a Gesù Bambino

Come annunciato pubblico in esclusiva la mia lettera aperta a Gesù Bambino

Caro Gesu Bambino,
scusami se ti disturbo così presto rispetto al Natale, ma avevo bisogno di un po’ di autorevolezza e conforto in un momento complicato della vita della nostra città.

Vorrei che attraverso queste elezioni diventassimo tutti più buoni e io un po’ meno pirla.

Vorrei caro Gesù Bambino che le ultime due settimane fossero tranquille: io e i miei amici non crediamo nella censura ma se riesci a far avere a qualcuno un mancamento di voce tanti in città smetteranno d’imprecare.

Caro bambinello,
è un periodo che tutti parlano, gridano e urlano e pochi davvero s’incontrano, ti prego fa che chi attende un ricovero l’ottenga in modo che tutti gli altri possano finalmente confrontarsi.

Caro Gesù Bambino,
pare che in questa città tutti siano ostaggi di tutti. Fa che gli ostaggi veri, come Rossella Urru e Giovanni Loporto, vengano liberati in tempo per prendere a calci in culo tutti quelli che stanno abusando del termine.

Caro Gesù Bambino,
valuta se prendere qualcuno di noi poveri idealisti con te, se per esempio hai bisogno di qualcuno che scriva lettere per conto tuo, ne abbiamo uno che è davvero bravo. Specie in quelle minatorie a persone sconosciute.

Infine, caro Bambinello,
donaci un po’ di Concordia: non quella che si arena accanto alle isole ma quella che, assieme alla Coerenza, manca in a tante persone.

A presto e grazie per la lettera fuori stagione,
Emanuele Sigismondi

Crisi d’identità

Gira voce che iersera un candidato Sindaco del centrodestra avrebbe dichiarato all’incirca che “in caso di ballottaggio sosterremo il candidato di centro“.

Per eccesso di zelo o di stile evito di fare i nomi delle persone coinvolte, ma il fatto si presta a fare una rapida riflessione con i miei lettori.

Ovvero, per la nostra meravigliosa città già abbiamo a che fare con una situazione politica estremamente frammentata: ben cinque candidati variamente di destra, uno espressione dell’antipolitica becera che vediamo maneggiare da Grillo in questi giorni, uno di centro vorrei essere ma non ne sono sicuro sinistra e uno di centrosinistra.
Se poi andiamo a conteggiare i candidati come me al consiglio comunale siamo più di 600, che considerati i poco più di 30mila aventi diritto al voto abbiamo un candidato circa ogni 60 persone, voto più voto meno.

Ecco, capite bene che non è facile districarsi in questo crogiolo di nomi, liste, persone, programmi tutti a promettere tutto a tutti, anche scendendo a soluzioni impresentabili come quella che apre questo articolo.

Non voglio mettermi in questa sede a parlare di coerenza. Specie di quella degli altri. Non mi piace sparare sulla croce rossa, come si dice, io le spalle le ho coperte, e quello che dico alle persone in questi giorni è quello che ripeto da almeno 5 anni a chiunque mi parli.

Più che altro, ed è questo che mi chiedo, è in quale baratro siamo sprofondati, non so se per colpa della caduta di Berlusconi e del sogno infranto che ha rappresentato la sua parabola.
Italiani

Mi chiedo chi siamo, qual è la nostra identità di italiani e in questo caso di cuneesi. Davvero siamo così spaventati da questi tempi incerti al punto da voler mollare ogni collegamento con la realtà e inseguire le follie disastrate del nostro paese, fra partiti che esplodono sotto il peso dei diamanti e grandi personalità a cui delegare ogni scelta?

Non ci sto, credo nella partecipazione, credo prima di tutto che l’Italia sia affare mio, questo il paese che amo e che dipende prima di tutto dalle mie scelte, da quelle di tutti e tutte quelli che conosco.
La parte che amo dell’esser italiano è lo stare assieme, come quando in giro per il mondo ti senti a casa in pochi minuti per il solo fatto di esser lì che parli con uno sconosciuto italiano. Perché sì, siamo caciaroni, rumorosi, egoisti e spesso pure un tanto ingovernabili, ma è proprio nell’esser uniti nella diversità che possiamo e sappiamo esser Italiani.