Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris?
nescio. sed fieri sentio et excrucior.
Poche righe per dimostrare che esisto ancora, anche se non si direbbe.
Sto soffrendo molto, sempre per gli stessi stupidi motivi.
Spero di riuscire ad andare avanti un giorno abbastanza prossimo, perché altrimenti comincerò a chiedermi cosa ho fatto di male.
A chiedermi cosa faccio per meritarmi un paio di botte quando cerco semplicemente di avvicinare qualcuno, oppure quando resto il pomeriggio a torino per vedere e parlare con l’ex che poi mi dà buca.
Non so davvero se tornare a casa, immagino che lo farò solo ed esclusivamente perché il lavoro mi attende.
Non so che fare, riempio le mie giornate di cretinate e porcherie, tutto per non esser costretto a sedermi di fronte a un libro studiare, e iniziare contemporaneamente a pensare quanto sia andata a puttane la mia vita.
Ciò che più mi devasta è il sapermi responsabile di questa situazione.
So perfettamente che il mio essere sincero, aperto, e disponibile mi si è ritorto contro.
Sono una pedina, e questo potrei accettarlo, ma non ho una mente a guidarmi.
E cosa può fare, a che serve, una stupida pedina anarchica e pure un po’ rovinata?
Postato in: amore, assurdità, depressione
Ciao.. giravo su internet.. ho trovato non so come il tuo blog…Ho visto che non scrivi più da un anno..forse per rifiuto di questa tua storia…Volevo dirti che e i va di fare quattro chiacchiere..io sono qui…in una situazione..simile alla tua…e con la voglia di ripredermi..ma senza sapere come…A presto spero