Terrorismo?!?

Io mi chiedo chi è che davvero ha interesse a moderare i toni, e chi no.

Fino a ieri mi dicevo che in fondo conveniva a tutti, far calare il silenzio.

Forse conveniva un poco di più alla chiesa, convinto della massima “meno parole, più fatti”, mentre a noi poveri deviati comunisti anticlericali il silenzio non piaceva, perché possibile preludio al dimenticatoio.

Poi ieri degil emeriti arcicretini scrivono sull’osservatore romano questo articolo.
Leggetelo, e poi seguitemi nella mia riflessione

L’insulso comizio durante il concerto del 1° maggio
I vili attacchi al Papa
Anche questo è terrorismo

ROMA, 2.
Anche questo è terrorismo. È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere. Ieri, dunque, al tradizionale concerto del 1° maggio, in piazza San Giovanni, uno dei “conduttori” ha tenuto un piccolo comizio nel quale ha mischiato varie cose e varie aggressioni verbali, dando vita ad un confuso e approssimativo discorso sull’evoluzionismo e sui temi della vita e della morte. Tutto questo di fronte a circa 400.000 persone e ad un più numeroso pubblico televisivo. I sindacati ed altri partecipanti alla manifestazione si sono dissociati dalle parole del “conduttore”. Eppure resta il fatto che questo personaggio, al quale purtroppo si è costretti a concedere ora un’immeritata notorietà, da qualcuno è stato scelto. E chi l’ha scelto non ha tenuto conto del momento che stiamo vivendo. Le parole del “conduttore” forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale. Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l’Arcivescovo Angelo Bagnasco, cui è arrivata l’apprezzata solidarietà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si sta battendo con coraggio anche sul tema degli incidenti sul lavoro. Sono di queste ore anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da “br” in carcere, un’offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell’odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d’essere, per convenienza politica. Lo dimostrano le interpretazioni capziose di discorsi fatti dallo stesso Presidente della Cei, discorsi condotti sempre, come si diceva, in nome dell’amore, in difesa del bene dell’uomo, ragionamenti articolati e argomentati, rivolti a chi ha l’onestà di ascoltarli. Eppure qualcuno li ha forzati per aprire una “guerra” strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani.

(©L’Osservatore Romano – 2-3 Maggio 2007)

Ora proviamo a ragionare. Io, il concerto del primo maggio l’ho visto. E ho seguito anche nel momento in cui Andrea Rivera ha osato dire qualcosa della Santa Chiesa Cattolica di Roma. ( ©? )
E due sono state le frasi che sopra vengono definite terrorismo dagli arciarciarci vescovi o cardinali che siano:

«Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»

e

«Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni».

Non mi permetto di dire se condivido o meno queste affermazioni, perché da non credente se facessi anche una sola parola avrei di nuovo la digos in casa.

Che si condivida o no, una risposta del genere dall’Osservatore Romano non ha senso.

Perché ragazzi, dite quel che volete, ma

non “È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa”

se gli attacchi sono solo le parole di un omino sul palco.

2 Risposte

  1. Terrorismo è colpire alle spalle: rivera era sul palco per presentare non per dare libero sfogo ai suoi livori contro la Chiesa.

  2. Non sono d’accordo. Il palco del primo maggio è sempre stato uno spazio libero, anche per le provocazioni.
    Quello che mi ha colpito è che abbia osato parlare della chiesa in un momento come questo.
    Perché con tutta la buona volontà che provo ad avere come ateo moderato vedo diminuire ogni gionro la libertà di parola sulle religioni.
    Non solo il cattolicesimo. Ma mi sembra che dopo gli incidenti per le vignette su Maometto anche l’Italia voglia andare in quella direzione. Le provocazioni, ricordiamocelo, sono fini a se stesse.
    Avete mai visto qualcuno vincere delle storiche battaglie a provocazioni? Purtroppo le provocazioni si usano quando si sa di essere schiacciati da un nemico troppo potente! ;)

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