Come si vede non scrivo molto.
L’università e tutto il resto, tutte più o meno scuse della mia incapacità di tenere un discorso sensato. Non posso fare che constatarlo ancora una volta, non sono in grado di comunicare. Ogni volta che apro bocca o scrivo qualcosa finisce che tutti equivocano, e alla fin fine si litiga.
È un peccato perché potrei offrire di più a chi mi vuole bene, potrei dimostrare quello che è la mia forza.
Perché forse forse dietro l’aspetto un po’ nordico sbiadito che mi contraddistingue, oltre la mia famosa giacca di pelle di topo, i capelli negli occhi e le mie camice psichedeliche, oltre tutto questo c’è un animo gentile, sensibile; un cuore che batte in sincronia con il mio angelo custode, il mio lui.
Certo che è difficile esprimersi, arduo capire cosa intendo quando, dopo ore d’amore gli dico “mi fai sentire uomo”.
Ora che lui è in gita, partito da poche ore soltanto ( e già la malinconia m’attanaglia come il politico s’avventa sulla polemica
), io sono riuscito a dirgli solamente che “mi vestirò a lutto fino al tuo ritorno”.
Che ci posso fare, forse non sono anch’io che un povero malausseniano, meno acculturato e più viaggiatore, ma con la capacità di non essere comprensibile.
Sono incongnito a volte anche a me stesso, ma ringrazio quella meravigliosa creatura che mi è accanto nella vita, mi accompagna, ed è in grado di capire per me quello che non riesco.
Il mio piccolo adorabile interprete, viaggia con una marea di compagni verso SUD.
Sob :’(
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cucciolone mio adorato, sono felicissimo che siamo insieme nonostante tutto quello che ci è capitato, e più il tempo passa più sono convinto di amarti ciecamente, spero di poterti vedere presto!